Tir e taxi promettono paralisi
LIBERALIZZAZIONI – LA LISTA DELLE NOVITA’ E LE PROTESTE
Sconti sui farmaci e alle pompe di benzina. Si potrà fare impresa con un solo euro. Ma l'apertura alla concorrenza non piace a tutti.

di Christian D’Antonio

c.dantonio@jobedi.it

Lo sciopero dei tir sta bloccando in queste ore molte strade italiane.

(MILANO – 23 gennaio 2012) Farmacie, taxi e professionisti. La proposta di cambiare l’Italia da parte del governo Monti rischia di mandare il Paese in paralisi al posto di cambiarlo in meglio. Molte categorie si stanno facendo sentire contro le liberalizzazioni.

Oggi lo sciopero dei tir si aggiunge a quello dei taxi che sta paralizzando Fiumicino come Capri, i grandi centri e le periferie. Lo stop dei tir preoccupa: in Italia c’è l’86% dei trasporti commerciali su strada e già si teme per i prodotti deperibili. La rivolta si espande dalla Sicilia a macchia d’olio. Al momento sono chiusi due caselli sulla A1 nel Lazio e si registrano blocchi in Campania, Puglia e Lombardia. Da domani il testo del decreto sarà in Gazzetta Ufficiale: vediamo in sintesi cosa cambierà.

FARMACI E AFFINI – Al momento nel decreto Cresci-Italia rientrano nuove norme per i medici: sono obbligati da subito a inserire in ricetta la dizione “o farmaco equivalente, se di minor prezzo”. Le farmacie possono allungare i turni di apertura e le Regioni possono già decidere di aprire nuove farmacie nei centri commerciali, in stazione, negli aeroporti. Da subito si potranno praticare sconti liberi su tutti i farmaci di fascia A. Entro 5 mesi, poi, arriverà nelle Regioni il concorso straordinario per l’apertura di 5mila nuove farmacie.

NOTAI – Finora il numero dei notai era regolato su base territoriale. Ci sarà più apertura: sono in arrivo bandi di concorso annui da 500 posti nuovi. Si terranno ogni anno fino al 2014.

ASSICURAZIONI – Partono gli sconti tariffari sulle Rc Auto se si accetta a bordo la scatola nera. Da parte degli agenti ci sarà l’obbligo di presentare al cliente ogni volta il proprio preventivo più una rosa di scelta tra altri 3. Lo stesso obbligo viene esteso per le banche che propongono un mutuo e fanno stipulare un’assicurazione sulla vita: altri due preventivi da presentare al cliente oltre al proprio.

BENZINAI – Una lobby potente, più per le insegne che rappresentano: possono vendere da subito alimenti, tabacchi e giornali. I titolari non proprietari possono tentare di riscattare l’impianto, previo indennizzo. Da giugno il prezzo della benzina sui cartelloni dovrebbe essere più chiaro e forse più basso per quegli impianti i cui gestori siano proprietari e in cui il 50% dell’erogato sarà acquistato all’ingrosso tra più marche.

TRASPORTI – Ci vorranno 6 mesi ma la strada è segnata: arriva l’Autorità delle Reti che si occuperà dei trasporti italiani: potrà regolare le licenze dei taxi, quelle che stanno mandando su tutte le furie l’intera categoria, e dovrà vigilare sullo scorporo della rete ferroviaria da FS nella speranza che ci sia concorrenza nel settore treni anche in Italia.

TAXI – Il tema dei taxi merita un capitolo a parte: l’authority, si legge nel decreto, sentiti i sindaci delle città, aumenterà il numero di licenze con annesse compensazioni una tantum ai tassisti che ce l’hanno già, definirà le modalità per le licenze part-time, i criteri per l’extraterritorialità del servizio, il taxi collettivo, le tariffe flessibili e trasparenti.

NORME D’AIUTO – Il governo ha pensato di aiutare l’imprenditoria giovanile. Per i giovani al di sotto dei 35 anni sarà possibile dare vita a società a responsabilità limitata con un solo euro di capitale, senza l’intervento del notaio. I contenziosi legali con protagoniste le aziende potranno, nelle intenzioni, contare su tempi abbreviati: è prevista l’apertura del tribunale delle imprese entro 3 mesi. Si tratta di una corte specializzata, modulata in sezioni specialistiche che da una parte garantisce maggiore celerità nei processi che vedono come protagoniste le aziende. Per le bollette del gas ci sarà l’obbligo per gli operatori di riferirsi alle tariffe europee e non solo al prezzo sui mercati internazionali dell’energia. Questo dovrebbe generare sconti, specie per le fasce più deboli dell’utenza.