di Giovanni Provasi
(16.01.12.) -Sempre più spesso ci rivolgiamo alla rete per avere informazioni di ogni tipo, comprese quelle che riguardano la nostra salute. Ovviamente sul web troviamo di tutto, fonti affidabili e altre che non lo sono per niente, e che molto spesso, invece di dirci qualcosa di utile, cercano di venderci dei prodotti. In mezzo a questa giungla di dati, però, un riferimento dovrebbe esserci: se ci connettiamo con i siti delle aziende sanitarie, dalla Asl agli ospedali, dovremmo essere sicuri di poterci fidare. E’ proprio così? E le informazioni che troviamo sono davvero utili, o ci troviamo di fronte a dei siti puramente istituzionali, che servono più a pubblicizzare la struttura di cui sono espressione che a dare risposte alle nostre domande? Per rispondere a questi e ad altri quesiti abbiamo provato a dare un’occhiata a come stanno le cose nella realtà, anzi nel mondo virtuale della sanità milanese.
Per prima cosa, un chiarimento metodologico: abbiamo preso in esame 18 siti web, corrispondenti a un egual numero di aziende, che elenchiamo, in ordine arbitrario:
Polilinico, Humanitas, Istituto Europeo di Oncologia, Niguarda, Istituti Clinici di Perfezionamento, Fatebenefratelli, San Paolo, San Carlo, Gaetano Pini, Gruppo Ospedaliero San Donato, Istituto dei Tumori, Neurologico Besta, Sacco, San Raffaele, Istituto Auxologico Italiano, Monzino, Irccs Santa Maria Nascente (Don Gnocchi) e Asl Milano.
A ciò corrisponde però un numero superiore di strutture, in quanto, in diversi casi, una sola azienda raggruppa più ospedali. Questo secondo livello è stato preso in considerazione solo quando risultasse in maniera evidente dal sito. Così, gli Istituti Clinici di Perfezionamento si articolano in Buzzi, Bassini, CTO e Città di Sesto S. Giovanni, il Fatebenefratelli è formato da due strutture, l’ospedale omonimo e la clinica Macedonio Melloni, mentre il Gruppo Ospedaliero San Donato è composto da quattro ospedali diversi: Galeazzi, Ospedale San Donato, Istituti Clinici S. Siro e S. Ambrogio. Questo porta a 25 il numero totale delle strutture a cui si farà riferimento.
Un accenno alla forma, non nel senso della grafica, ma dell’impostazione dei siti dal punto di vista dei media impiegati. Il web consente di veicolare anche filmati e suono e non solo parola scritta e immagini come la carta stampata. Le aziende sanitarie milanesi si avvalgono di queste possibilità, o tendono a usare la rete come un altro mezzo per trasmettere gli stessi contenuti che possiamo trovare in un opuscolo? La risposta è che lo fanno ancora poco: solo 3 siti hanno dei filmati (Policlinico, Gaetano Pini e Asl Milano) a cui si aggiunge il Niguarda con una galleria fotografica abbastanza ampia. Negli altri casi la parola scritta domina quasi incontrastata, fatta eccezione per le foto nella pagina iniziale e per qualche altra rara immagine presente nelle articolazioni interne.
Nel merito, abbiamo preso in considerazione i seguenti elementi: struttura del sito, informazioni sanitarie disponibili, possibilità di effettuare prenotazioni e di ritirare i referti on-line, pubblicazione dei tempi di attesa per visite specialistiche e diagnostica e disponibilità di indicazioni e convenzioni per l’aloggio dei parenti dei degenti.
Esaminando la struttura del sito abbiamo cercato di appurare se si limitasse a rispecchiare approssimativamente l’organigramma dell’azienda, o se fossero state fatte delle scelte diverse, come ad esempio privilegiare una suddivisione tematica basata sugli argomenti che possono interessare l’utenza, come le diverse patologie od i percorsi terapeutici all’interno della struttura. La risposta è stata che ben 14 siti sono strutturati in modo tradizionale, vale a dire per unità operative o dipartimenti, mentre altri 3 (Niguarda, Neurologico Besta, Sacco) possono dirsi misti e uno solo (Monzino) ha una struttura completamente diversa, per classi di utenza (pazienti, medici, sostenitori).
Informazioni sanitarie disponibili: a parte il caso del Niguarda, dove troviamo delle schede molto approfondite e di facile accesso, anche se talora così tecniche da essere di difficile comprensione, per il resto le cose non vanno molto bene: ci sono dei testi che parlano di specifiche patologie, ma o sono pochi e abbastanza generici (Policlinico, Humanitas, Istituto Auxologio Italiano, Asl Milano) o addirittura le ricerche per parola chiave che è possibile fare (noi abbiamo provato con i nomi comuni di alcune patologie come diabete, ipertensione, infarto, demenza ecc.) portano semplicemente alla pagina dei dipartimenti dell’ospedale dove queste malattie vengono curate (San Raffaele, San Paolo, Monzino, Neurologico Besta). L’Istituto dei Tumori ha dei rimandi alla letteratura medica, purtroppo tutta in lingua inglese. Diverse strutture poi non offrono nulla (Istituto Europeo di Oncologia, Buzzi, CTO, Bassini, Città di Sesto S. Giovanni, Fatebenefratelli, Macedonio Melloni, San Carlo). Altre hanno delle informazioni ma le rendono poco accessibili tramite la preventiva richiesta di registrazione on-line o telefonica (Gaetano Pini, Galeazzi, San Donato, S. Siro, S. Ambrogio).
Unico, infine, il caso del San Paolo, che, se si utilizza la ricerca per parola chiave, rimanda anche a siti di aziende e professionisti operanti nel settore.
Nell’ambito delle informazioni sanitarie che un sito è in grado di offriere possiamo anche far rientrare la pubblicazione degli indirizzi e-mail professionali dei dirigenti medici, allo scopo di permettere ai pazienti, se non di rivolgere quesiti ad un professionista che non conoscono, almeno di rimanere più facilmente in contatto con lo specialista che li ha avuti in cura. La pubblicazione di questo dato rientra, insieme a quella di molti altri, nell’“Operazione trasparenza”, introdotta con la legge 69/2009, nell’ambito della cosiddetta riforma Brunetta. Nonostante ciò, ben 10 ospedali non rendono disponibile il dato (Humanitas, Niguarda, Galeazzi, San Donato, S. Siro, S. Ambrogio, San Raffaele, Istituto Auxologico Italiano, Monzino, Irccs Santa Maria Nascente-Don Gnocchi), mentre sul sito del San Carlo gli indirizzi ci sono ma non per tutti i dirigenti.
Prenotazione on-line di visite e diagnostica: nella maggior parte dei casi non è possibile, ma vengono date delle indicazioni che rimandano al CUP (Centro unico prenotazioni) ed al suo numero telefonico, o alla CRS (Carta regonale dei servizi) con la quale è possibile prenotare on-line solo dopo essersi registrati e soprattutto dotati di apposito lettore per la carta stessa. Eccezioni positive: il San Paolo, dove il servizio è attivo sia per prenotazioni che per spostamenti o disdette, nonché Galeazzi, San Donato, S. Siro e S. Ambrogio. San Raffaele e Monzino consentono di farlo ma solo dopo aver compilato delle schermate che richiedono dei dati, il che molto spesso rappresenta una notevole barriera.
Ritiro on-line dei referti: la maggior parte dei siti non ne fa menzione. Fatebenefratelli e Macedonio Melloni, San Carlo, Istituto dei Tumori e Neurologico Besta rimandano alla già citata Carta regioanle dei Servizi. Il sito dell’Humanitas dice che è possibile e che la procedura va attivata al momento della prenotazione allo sportello, mentre il Sacco si limita a dare le indicazioni per il ritiro manuale presso i suoi sportelli.
Tempi di attesa per visite specialistiche e diagnostica: anche qui nella maggior parte dei casi la ricerca ha dato esito negativo. Fanno eccezione Buzzi, CTO, Bassini e Città di Sesto San Giovanni, San Carlo, Galeazzi, San Donato, S. Siro e S. Ambrogio. Istituto dei Tumori e Neurologico Besta forniscono dei dati che però non sono aggiornati, mentre il Sacco rimanda al sito della Regione, che dà delle indicazioni ma solo per un numero limitato di esami.
Infine le indicazioni e le eventuali convenzioni per l’alloggio dei parenti: molto poco anche in questo caso. Solo Istituto Europeo di Oncologia, Istituto dei Tumori e Neurologico Besta danno delle informazioni on-line su strutture convenzionate, mentre il Policlinico si limita a dire che un elenco di alberghi e case di prima accoglienza è disponibile nella sua sede. Sul sito del San Raffaele c’è l’inserzione pubblicitaria di un albergo adiacente all’ospedale.
Questo, in estrema sintesi, il quadro della situazione. Dicevamo all’inizio delle motivazioni che ci hanno spinto a questa breve visita alla sanità on-line milanese. A giro finito possiamo aggiungere due auspici: che altri seguano questa strada, correggendo errori e colmando omissioni sicuramente presenti quando si tenta di comprimere in uno spazio limitato un tema ampio come questo, e che il miglioramento della conoscenza della situazione porti le stesse aziende, magari anche spinte da un sano spirito competitivo, a migliorare quanto fatto fino ad oggi.











