(21.01.12.) – Uno spettacolo che richiama l’attenzione sul “bene e il male” del fare quotidiano, soprattutto nello svolgimento del proprio compito, della propria funzione, nell’autonomia del proprio lavoro, nella rigidità delle regole e nell’equilibrio tra aderenza alle leggi degli uomini, a volte di nomi nazisti, e delle norme etiche e del valore della vita.
Un appello. Dei nomi che si sono distinti, e dimenticati. Un promemoria, tanti post it, una cartina geografica che racconta un percorso comune di lotta e di persone giuste.
IL MEMORIOSO breve guida alla memoria del Bene: Storie di uomini giusti dai libri di Gabriele Nissim. Tra la rabbia e il rischio. Un appello di chi aiutò gli ebrei senza essere ebreo. Per coscienza.
Lo spettacolo si propone di raccontare alcune storie di Giusti contenute ne Il Tribunale del Bene e La Bontà insensata; storie esemplari perché mettono in luce l’ambiguità del bene e l’impossibilità a darne una definizione rassicurante.
In scena, veicolo di questi racconti, un personaggio che di Moshe Bejski ha l’appassionato bisogno di ricordare il bene, la mania compilatoria, il desiderio di esaustività, e una scrivania perennemente in disordine.
Hannah Arendt scopre, seguendo il processo ad Eichmann, la possibilità dell’uomo di compiere il male senza sadismo, malvagità o patologia, ma come la conseguenza della comoda obbedienza a un’ideologia. La Arendt si chiede allora chi siano coloro che, in tempi bui, siano riusciti a non seguire l’ideologia dominante, ma abbiano osato “giudicare personalmente”. Apre la strada, quindi, e addita come necessaria, la riflessione sui Giusti.
Dopo anni di repliche della lezione – spettacolo La banalità del male (e la sua moltiplicazione nel progetto Arendt al plurale) – Paola Bigatto ha riconosciuto nella storia di Bejski, raccontata ne Il Tribunale del Bene, la naturale prosecuzione della riflessione sulla libertà dell’uomo, e ha proposto a Massimiliano Speziani un lavoro a quattro mani, condividendo il pensiero sul fare teatrale come relazione, rapporto con l’altro da sé, volontà di prendere la parola nella vita civile.
Il dovere di ricordare è certamente legato alla necessità che gli orrori del passato non cadano nell’oblio e che si abbia sempre presente la possibilità che l’uomo commetta il male. Ma c’è stato (e c’è) chi crede che necessario complemento di questo ricordo sia la memoria del bene ricevuto, cioè il ricordare che, dove sembra impossibile che il bene possa apparire, questo si manifesta: come una piccola fiamma nel buio, bene incapace di rovesciare la Storia, ma capace di rovesciare i destini di singoli uomini, salvandoli dalla morte e dalla perdita di fiducia nell’essere umano.
Il Tribunale del Bene e La Bontà insensata. Regia di Paola Bigatto, drammaturgia di Paola Bigatto e Massimiliano Speziani, con Massimiliano Speziani. Produzione Teatro Franco Parenti – Gariwo – Comitato Foresta dei Giusti
Un posto dove tornare, il Teatro franco Parenti, a prima vista un’antica fabbrica, dove lo staff sembra indossare le tute dei lavoratori, e dall’altra parte una vera e propria industria culturale: con otto spettacoli in scena contemporaneamente. Il primo multisala, teatro. Emoziana l’ambiente e l’organizzazione. Orario di inizio tassativo, esattamente quello indicato, neppure un secondo di ritardo. Nel quarto d’ora accademico si era già nel cuore della scena. In un monologo ironico, intelligente.
Informazioni: Teatro Franco Parenti – Via Pier Lombardo, 14 Milano Sala AcomeA
Orari spettacolo: mart — merc — giov — ven h 20.30; sab h 19.45; dom h 16.00
Prezzi: da 25 a 10 euro
Orari biglietteria: lun – dom 10.00 – 19.00
02.59995206 www.teatrofrancoparenti.it











