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SFRUTTAMENTO MINORILE- Prosgetto Iscos Anolf lombardia
11/09/2012

Al via il progetto di co-sviluppo promosso da Anolf Lombardia in partnership con Iscos Lombardia, “Una rete contro lo sfruttamento del lavoro minorile tra Italia e subcontinente indiano India, Pakistan e Bangladesh”. L’obiettivo generale del progetto è quello di contribuire all’affermazione di forme di co-sviluppo di successo tra Italia, Pakistan, India e Bangladesh partendo dalla difesa dei diritti dei minori e dall'affermazione della famiglia come veicolo di cambiamento sociale. “La necessità di fare conoscere la realtà italiana ai migranti e potenziali migranti e allo stesso tempo fare prendere coscienza della situazione deficitaria nei paesi di origine in quanto a diritti dei minori ci ha spinto a partecipare al bando del Comune di Milano sul co-sviluppo – spiega Lorenzo Todeschini, presidente Anolf Lombardia -. Le attività previste in Pakistan, India e Bangladesh riguardano principalmente la formazione sui diritti dei minori e il rafforzamento della società civile, mentre in Lombardia si lavorerà sulla partecipazione attiva delle donne e delle famiglie come soggetti privilegiati per l'integrazione e la promozione dei diritti dei minori con interventi anche nelle scuole”. L'impiego di bambini è fortemente praticato nel continente asiatico, dove sono ben 153 milioni i minori sfruttati, con forme di lavoro che non garantiscono neanche le tutele minime. La condizione della donna è anch'essa critica a causa di discriminazione, maltrattamenti e molestie sia in ambito lavorativo che familiare. “La mancata consapevolezza dei loro diritti da parte di molti migranti – sottolinea Paola Bordi, direttrice Iscos Lombardia - comporta il rischio che questi fenomeni si riproducano nei paesi di arrivo della migrazione”. “Questo è un fattore negativo in sé e un ostacolo alla piena integrazione – aggiunge - . E' quindi importante lavorare al confronto sui temi dei diritti e della interculturalità non solo in Lombardia, ma anche nelle comunità di origine grazie al ruolo di soggetto transnazionale che il cittadino migrante ricopre”.
 

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